17 ottobre 2026 · Redazione Coviello Marchi · Guida operativa per imprese e responsabili del brand

Un rilievo EUIPO sull’elenco di prodotti e servizi richiede di confrontare la domanda originaria, l’obiezione e la formulazione proposta. La risposta può chiarire o rettificare l’elenco nei limiti ammessi, ma non è un’occasione per aggiungere liberamente nuove attività. Correggere una classe e ampliare l’oggetto della protezione sono operazioni diverse.

Computer portatile, blocco per appunti e penna su un tavolo di lavoro
Il punto di partenza è la domanda effettivamente depositata, non una nuova descrizione commerciale. Foto illustrativa: Andrew Neel / Unsplash.

La comunicazione arriva mentre il progetto commerciale continua: il sito è in preparazione, il prodotto sta per essere lanciato e l’impresa vorrebbe rispondere rapidamente. Il rischio è trattare il rilievo come una semplice correzione di parole, senza considerare che quelle parole delimitano la protezione richiesta.

Questa guida riguarda una domanda diretta di marchio dell’Unione europea ancora in esame. Non tratta il rifiuto di un marchio internazionale secondo il sistema di Madrid, la rinuncia a un titolo già registrato o un’opposizione di terzi. Separare questi procedimenti evita di applicare alla pratica scadenze e regole appartenenti a situazioni differenti.

1. Che cosa controlla EUIPO nell’elenco

L’articolo 33 del regolamento (UE) 2017/1001 richiede un’identificazione sufficientemente chiara e precisa dei prodotti e servizi. La sezione EUIPO 2026 sulla Classificazione di Nizza spiega inoltre come raggrupparli nelle classi e quale versione della classificazione applicare. Il numero della classe non sostituisce la descrizione delle voci rivendicate.

Per l’impresa, il controllo iniziale deve quindi essere concreto. Che cosa viene venduto? È un prodotto, un servizio prestato a terzi o una modalità di distribuzione? Il lessico della presentazione aziendale può essere efficace per il marketing ma poco informativo per delimitare una domanda di marchio.

Un’espressione come “soluzioni digitali per aziende” può racchiudere attività diverse. Prima di proporre una nuova formula bisogna ricostruire il prodotto o servizio realmente interessato, leggere il contesto dell’elenco originario e capire quale difetto sia stato contestato. Una risposta standard basata soltanto sul settore dell’impresa rischia di non affrontare il punto.

2. Prima della risposta: fissare documenti e scadenza

Preparare un fascicolo di lavoro con domanda iniziale, ricevuta, comunicazione integrale dell’Ufficio, dati della notifica ed eventuali precedenti scambi. Non lavorare soltanto sul testo copiato in un messaggio: allegati, riferimenti alle singole voci e formulazioni alternative possono essere essenziali.

Le Linee guida EUIPO sui termini classificati erroneamente e sui rilievi, edizione in vigore dal 1° luglio 2026, prevedono un termine iniziale di due mesi per sanare le carenze e una sola proroga ordinaria; ulteriori proroghe richiedono circostanze eccezionali. La scadenza concreta va verificata nella pratica, senza sostituirla con un conteggio approssimativo.

Un calendario interno dovrebbe prevedere anche una data precedente per la decisione aziendale. Se il professionista prepara la risposta l’ultimo giorno e il responsabile commerciale non ha ancora approvato la cancellazione di una voce, la difficoltà non è più soltanto giuridica. Occorre assegnare responsabilità e raccogliere le informazioni in tempo utile.

3. Una tabella di confronto per ogni voce contestata

La risposta è più controllabile quando ogni modifica è riconducibile a un rilievo preciso. La tabella seguente propone una struttura di lavoro: non contiene formule da copiare automaticamente nella domanda.

Campo Domanda operativa Documento da conservare
Voce originaria Quale testo è stato effettivamente depositato? Copia della domanda con classe e punteggiatura
Rilievo L’Ufficio contesta significato, precisione o collocazione? Comunicazione completa e relativo passaggio
Proposta Come si risponde senza introdurre un’attività nuova? Versione comparata con motivazione
Impatto commerciale Quali attività restano descritte e quali vengono escluse? Conferma del referente aziendale
Chiusura Il testo inviato coincide con quello approvato? Risposta depositata e ricevuta

La motivazione non deve necessariamente diventare una relazione estesa. Deve però rendere leggibile il passaggio dalla voce iniziale alla versione finale, così che un successivo controllo non dipenda dal ricordo di chi ha gestito la pratica.

Due persone confrontano documenti cartacei accanto a un computer portatile
Confrontare le versioni aiuta a distinguere la soluzione del rilievo dalle modifiche commercialmente indesiderate. Foto illustrativa: Vitaly Gariev / Unsplash; non ritrae professionisti o clienti dello Studio.

4. Cambiare classe non significa sempre ampliare la domanda

La classificazione errata può richiedere il trasferimento di una voce nella classe corretta, anche in una classe non inizialmente indicata, nei casi descritti dalle Linee guida. Ciò non autorizza ad aggiungere un prodotto estraneo al contenuto originario. Il significato naturale delle parole e il contesto della classe possono essere determinanti.

È quindi scorretto adottare entrambe queste scorciatoie: “nessuna classe può mai cambiare” oppure “una nuova classe consente di aggiungere tutto ciò che serve”. Occorre capire se si sta rettificando la collocazione di quanto già richiesto oppure tentando di inserire un oggetto ulteriore. Eventuali implicazioni sulle tasse richiedono un controllo specifico.

Per le attività tecnologiche, la guida alle classi di Nizza per software, app e SaaS aiuta a descrivere il modello operativo prima di discutere la singola rettifica. Allo stesso modo, l’approfondimento sul marchio per e-commerce e sulla classe 35 distingue la vendita al dettaglio dai prodotti commercializzati: una distinzione utile da chiarire al referente aziendale.

5. Il limite dell’articolo 49: chiarire non è riscrivere il progetto

La sezione EUIPO sulle restrizioni e modifiche dell’elenco chiarisce il limite dell’articolo 49: prima della registrazione sono possibili interventi ammessi sulla domanda, ma non un ampliamento del suo ambito. La specificazione di una voce e l’inserimento di un prodotto nuovo non sono equivalenti.

Per questo è utile separare due elenchi interni. Nel primo si lavora sulle voci effettivamente depositate; nel secondo si annotano le nuove esigenze emerse dopo il deposito. Se l’impresa ha aggiunto nel frattempo una linea commerciale, quel bisogno non dovrebbe essere nascosto dentro una correzione terminologica.

Quando serve una nuova domanda, vanno riesaminati segno, titolare, ambito e data del nuovo deposito. Il controllo delle anteriorità non può essere sostituito dalla constatazione che esiste già una pratica della stessa impresa: la ricerca di anteriorità del marchio presso UIBM, EUIPO e WIPO rimane un’attività distinta dalla classificazione.

6. Un esempio ipotetico: il progetto cambia durante l’esame

Una startup deposita il marchio per un’applicazione e riceve un rilievo su una descrizione poco chiara. Nel frattempo avvia anche corsi di formazione e vuole includerli nella risposta. Il primo lavoro consiste nel verificare che cosa comprendesse davvero l’elenco originario, non nell’aggiungere tutte le attività presenti sul nuovo sito.

Il responsabile del prodotto dovrebbe descrivere come viene fornita l’applicazione, chi la utilizza e quali prestazioni siano rese. Il responsabile commerciale dovrebbe distinguere ciò che esisteva al deposito dalle iniziative successive. Il professionista può così valutare la risposta alla carenza e, separatamente, l’eventuale necessità di un’ulteriore domanda.

L’esempio non implica che qualunque formulazione relativa a un’app sia sempre correggibile nello stesso modo. Serve a mostrare una procedura decisionale: documentare i fatti, confrontarli con il testo iniziale e non confondere l’evoluzione del business con il perimetro della pratica pendente.

7. Controlli prima dell’invio e dopo la risposta

  1. Leggere tutti i rilievi. Una risposta sulla classificazione può lasciare irrisolta un’altra obiezione contenuta nella stessa comunicazione.
  2. Verificare l’elenco completo. Controllare che cancellazioni e specificazioni non riguardino per errore voci non contestate.
  3. Rileggere punteggiatura e rinvii. Formule riferite a più prodotti devono restare comprensibili dopo eventuali spostamenti.
  4. Confermare le scelte commerciali. Evidenziare le attività che non saranno più comprese nella formulazione proposta.
  5. Conservare testo e ricevuta. La versione approvata internamente deve corrispondere a quella effettivamente trasmessa.
  6. Seguire gli scambi successivi. Non archiviare la pratica alla sola comparsa della ricevuta di invio.

Se la carenza non viene sanata, le Linee guida prevedono il rigetto per i prodotti o servizi interessati dal rilievo. È una conseguenza diversa dall’idea che qualunque errore faccia perdere automaticamente tutta la domanda. Allo stesso tempo, risolvere la classificazione non garantisce l’accettazione del segno né elimina possibili conflitti con terzi.

Persona che controlla fogli su una cartellina davanti a un computer portatile
La verifica finale riguarda il testo effettivamente inviato e la successiva gestione della pratica. Foto illustrativa: Vitaly Gariev / Unsplash.

8. Dopo la registrazione si applica un altro percorso

La pratica pendente non va confusa con un marchio già registrato. Le Linee guida collegano le limitazioni successive alla registrazione alla rinuncia parziale prevista dall’articolo 57. Per questa fase è disponibile la guida di BrandRegistrato alla rinuncia parziale al marchio e ai controlli su prodotti, licenze e territori, che affronta un intento diverso.

Per un’introduzione alla funzione delle classi è pertinente anche il video dello Studio Legale Coviello sulla Classificazione di Nizza e sulla scelta della classe. Il video è introduttivo e riguarda il deposito italiano: non sostituisce l’analisi del rilievo ricevuto nella procedura EUIPO.

Domande frequenti sui rilievi all’elenco

Un rilievo sulla classificazione significa che il marchio è definitivamente rifiutato?

No. La comunicazione segnala carenze da esaminare e indica come e quando intervenire. Bisogna distinguere il rilievo dalla successiva decisione e verificare separatamente eventuali altre obiezioni presenti nella pratica.

Posso aggiungere una classe nella risposta?

La rettifica della classificazione può comportare un diverso numero di classe senza introdurre nuovi prodotti o servizi. Non consente però di ampliare liberamente l’oggetto originario: occorre verificare il significato delle voci depositate e il contenuto del rilievo.

Posso approfittarne per inserire un prodotto dimenticato?

Non se si tratta di un ampliamento dell’elenco originario. Il nuovo prodotto richiede una valutazione distinta e, se necessario, una nuova domanda, senza presumere che conservi la data della precedente.

L’accettazione dell’elenco esclude future opposizioni?

No. La chiarezza e la classificazione dell’elenco non risolvono automaticamente distintività del segno e conflitti con diritti anteriori. Sono controlli diversi da coordinare nella strategia di deposito.

Che cosa inviare al professionista che deve esaminare il rilievo?

Domanda e ricevuta originali, comunicazione completa dell’EUIPO con le informazioni di notifica, successive risposte, elenco delle attività commerciali interessate e indicazione delle voci che l’impresa considera essenziali.

Hai ricevuto un rilievo sull’elenco?

Raccogli la domanda iniziale, la comunicazione completa dell’EUIPO e l’elenco delle attività che devi proteggere. Per coordinare risposta, perimetro della tutela ed eventuale nuovo deposito, consulta il servizio dello Studio dedicato all’assistenza nella procedura di registrazione del marchio e richiedi una valutazione della pratica. Nessuna formulazione standard può garantire l’esito del procedimento.

Contenuto informativo della Redazione Coviello Marchi, non sostitutivo di una consulenza sul caso concreto. Competenze e professionisti sono descritti nel profilo dello Studio Legale Coviello. Fonti ufficiali consultate il 17 ottobre 2026; riferimenti alle Linee guida EUIPO, edizione 2026.

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