Carrello in miniatura, immagine illustrativa della vendita al dettaglio online
Immagine illustrativa del commercio elettronico. Shutter Speed / Unsplash.

La classe 35 può proteggere il marchio che identifica un servizio di vendita al dettaglio, anche online; non sostituisce la tutela del marchio per i prodotti venduti. Per decidere se inserirla nella domanda bisogna distinguere il nome del negozio, i segni applicati ai prodotti e le attività realmente svolte. Aprire un sito e-commerce non rende automaticamente sufficiente, né sempre necessaria, una registrazione in classe 35.

A cura della redazione dello Studio Legale Coviello. Riferimento professionale: Avv. Carmine Coviello. Aggiornamento: . Il riferimento classificatorio è la Classificazione di Nizza, tredicesima edizione, versione 2026.

Che cosa tutela la classe 35 per un negozio online?

La scelta deve partire dalla funzione del segno. Un nome può identificare un assortimento commerciale e l’esperienza di acquisto offerta da un negozio; un altro può identificare i prodotti presenti nel catalogo. Talvolta coincidono, ma le rispettive esigenze di protezione rimangono diverse. Guardare soltanto il dominio o il codice dell’attività aziendale non consente di costruire un elenco corretto.

Le note ufficiali WIPO sulla classe 35, versione 2026 comprendono il raggruppamento di prodotti, a beneficio di terzi, che permette ai consumatori di esaminarli e acquistarli agevolmente, anche attraverso siti web. Precisano inoltre che la vendita di beni, considerata in sé, non è un servizio ai fini della classificazione. Occorre quindi descrivere il servizio di vendita al dettaglio, senza limitarsi all’espressione generica «e-commerce».

La classe è un contenitore amministrativo: al suo interno convivono attività differenti. Inserire il numero 35 non equivale a ottenere protezione per ogni servizio che vi appartiene. L’elenco deve rappresentare il modello commerciale e consentire di comprendere l’oggetto della domanda.

Marchio del negozio e marchio del prodotto: la distinzione operativa

Prima di compilare il deposito, raccogli tre esempi di utilizzo: l’intestazione del negozio, una scheda prodotto e l’etichetta o confezione del bene. Annota quale nome compare in ciascuno e con quale funzione. Questa semplice ricognizione evita di confondere il brand del rivenditore con quelli dei produttori o con una linea a marchio proprio.

Negozio che rivende prodotti di altri marchi

Un punto vendita online può usare un proprio segno per presentare e organizzare un assortimento di prodotti contraddistinti dai marchi dei fornitori. La classe 35 merita allora una valutazione per il servizio commerciale. Non significa che il rivenditore debba depositare il proprio nome in tutte le classi dei beni solo perché li rivende: bisogna verificare se quel nome viene effettivamente utilizzato anche come marchio dei prodotti.

Impresa che vende prodotti con il proprio brand

Se il segno compare sulle etichette dei capi, sulle confezioni dei cosmetici o sui prodotti stessi, occorre valutare le rispettive classi merceologiche. La classe 35 non è un’alternativa a queste. Per un produttore che vende online i propri beni, l’eventuale protezione dei servizi di retail va analizzata separatamente, tenendo conto dell’uso del segno e dell’organizzazione dell’offerta.

Negozio multimarca con una linea a marchio proprio

Qui il problema è doppio: tutelare l’identità del negozio e valutare la tutela della linea di prodotti. Se i nomi sono diversi, potrebbero essere necessarie domande distinte; se coincidono, il lavoro consiste nel delimitare prodotti e servizi pertinenti. Nessuna delle due situazioni giustifica un elenco costruito copiando quello di un concorrente.

Scatole di cartone aperte per confezionare prodotti destinati alla vendita online
Preparare un catalogo ragionato aiuta a distinguere i beni dal servizio commerciale. Luke Heibert / Unsplash.

Come scegliere le classi: esempi per tre modelli commerciali

La tabella serve a formulare le domande da portare al consulente. Non è un elenco pronto per il deposito: composizione dei prodotti, funzione e terminologia accettata possono richiedere verifiche ulteriori.

Scenari di e-commerce e verifiche preliminari
ScenarioPrima verificaValutazione classificatoria
Negozio multimarca di abbigliamentoIl nome identifica il negozio oppure anche i capi?Classe 35 per i pertinenti servizi di retail; classe 25 da valutare se il segno identifica anche abbigliamento a marchio proprio.
Brand di cosmetici non medicati venduti sul proprio sitoQuali prodotti recano il marchio e quale servizio viene offerto?Classe 3 per i prodotti pertinenti; eventuale classe 35 per il servizio commerciale, dopo analisi del modello.
Negozio di abbigliamento che introduce borse a marchio proprioIl marchio delle borse coincide con quello del negozio?Classe 18 per le borse pertinenti; coordinamento con l’elenco dei servizi di vendita al dettaglio.

Non tutti gli articoli descritti commercialmente come «beauty», «accessori» o «moda» appartengono alla stessa classe. Queste etichette sono utili al marketing, ma possono essere troppo vaghe per la domanda. Per esempio, la presenza di prodotti medicati richiede un’analisi diversa rispetto ai cosmetici non medicati. Parti sempre dall’inventario reale, non dal nome della categoria sul sito.

Come descrivere i servizi di vendita al dettaglio

La sentenza Praktiker, causa C-418/02, del 7 luglio 2005 riconosce la registrabilità dei servizi connessi alla vendita al dettaglio e richiede di precisare i prodotti o i tipi di prodotti cui si riferiscono. Il punto pratico è semplice: un elenco comprensibile deve indicare che cosa viene presentato al pubblico attraverso il servizio.

Una formulazione di lavoro, da verificare e adattare prima dell’invio, potrebbe essere «servizi di vendita al dettaglio online relativi ad articoli di abbigliamento». Non è una formula universale né una garanzia di accettazione. Può servire come punto di partenza per confrontare l’attività reale con i termini disponibili nello strumento TMclass di EUIPO per la classificazione di prodotti e servizi e con le indicazioni dell’ufficio destinatario.

Annota per ogni voce quattro elementi: il prodotto interessato, il segno utilizzato, il canale commerciale e la ragione per cui richiedi protezione. Se il negozio offre anche attività ulteriori, come servizi autonomi per altri operatori, descrivile separatamente. Pubblicizzare il proprio catalogo non giustifica automaticamente un deposito per servizi pubblicitari prestati a terzi.

Un elenco ben costruito evita due estremi: proteggere soltanto il prodotto principale ignorando un servizio commerciale significativo, oppure accumulare attività ipotetiche prive di relazione con il progetto. L’obiettivo è ottenere una copertura motivata, leggibile e coerente con il percorso dell’impresa.

Capi di abbigliamento di diversi colori appesi a una rastrelliera in negozio
Abbigliamento e servizi del negozio richiedono valutazioni distinte. Burgess Milner / Unsplash.

La ricerca di anteriorità deve seguire prodotti e servizi

Una ricerca effettuata soltanto sul nome esatto o soltanto sul numero della classe rischia di lasciare fuori informazioni rilevanti. Il progetto va esaminato considerando anche segni simili, caratteristiche dell’offerta e possibili rapporti tra beni e servizi. Le classi aiutano a organizzare la ricerca; non sostituiscono il giudizio sul rischio di conflitto.

Per impostare il controllo iniziale puoi approfondire la ricerca di anteriorità nelle banche dati UIBM, EUIPO e WIPO. Quando emergono risultati vicini al segno scelto, l’analisi del rischio di conflitto tra marchi identici o simili aiuta a comprendere perché la coincidenza del numero di classe non è l’unico criterio decisivo.

Va inoltre definito il segno da depositare. La scelta tra marchio denominativo e marchio figurativo riguarda l’oggetto della protezione e va coordinata con l’elenco commerciale. Per un chiarimento introduttivo sull’identità del segno è disponibile il video dello Studio sulle differenze tra marchio e logo; il video non sostituisce la verifica delle classi.

Se il marchio è già depositato, si può aggiungere la classe 35?

Per una domanda di marchio dell’Unione europea, l’articolo 49 del regolamento UE 2017/1001, testo consolidato vigente consente la limitazione dell’elenco, ma non un ampliamento mediante modifica della domanda. Un servizio omesso non si recupera semplicemente aggiungendo una classe alla stessa pratica: occorre valutare un nuovo deposito e le conseguenze delle diverse date.

Prima di intervenire, confronta l’elenco effettivo della domanda con quello del progetto. Il problema potrebbe riguardare una voce già presente, una formulazione incompleta o un servizio completamente assente. Sono situazioni diverse. Per titoli italiani o internazionali, verifica la procedura applicabile con l’ufficio competente, senza trasferire automaticamente le regole della domanda UE a ogni sistema.

Per collegare la revisione dell’elenco alla strategia complessiva puoi consultare il servizio dello Studio Legale Coviello per registrazione e tutela dei marchi. Dopo il deposito, il controllo delle nuove domande rimane un’attività distinta: la guida alla sorveglianza dei marchi e al monitoraggio delle nuove domande approfondisce questa fase successiva.

Checklist da preparare prima della consulenza

Conserva anche una breve nota sulle scelte: perché una voce è stata inclusa, quale attività rappresenta e quali sviluppi sono stati considerati. Questo documento interno aiuta chi segue il marketing, il catalogo e la gestione del titolo a lavorare sul medesimo perimetro, senza attribuire alla registrazione una copertura diversa da quella richiesta.

Domande frequenti sulla classe 35 per e-commerce

La classe 35 protegge tutti i prodotti del mio catalogo?

No. I servizi di vendita al dettaglio e i prodotti sono oggetti distinti della classificazione. Se utilizzi il marchio anche sui beni, devi valutare la tutela nelle classi pertinenti a quei beni. Il catalogo commerciale è il punto di partenza dell’analisi, non un elenco automaticamente coperto dal numero 35.

Se vendo soltanto i miei prodotti, devo depositare sempre la classe 35?

Non si può stabilire dal solo fatto che esista un carrello online. Occorre esaminare come il marchio viene usato, quali prodotti identifica e se viene identificato anche un servizio di retail. La decisione va motivata sul modello concreto, insieme alla scelta delle classi dei prodotti.

Posso scrivere soltanto «e-commerce» nell’elenco?

È una descrizione del canale o del modello commerciale, troppo generica come punto di arrivo. Specifica il servizio e i prodotti interessati, poi verifica la terminologia per l’ufficio destinatario. Un sito può offrire attività molto diverse; la parola «online» non chiarisce da sola l’oggetto del deposito.

Registrare il dominio equivale a proteggere il nome del negozio?

No. Disponibilità del dominio e registrazione del marchio sono verifiche differenti. Prima del lancio, coordina scelta del nome, ricerca di anteriorità e domanda di marchio. Non basare una decisione sul solo risultato «dominio libero».

Valuta le classi del tuo e-commerce prima del deposito

Stai avviando un negozio online, introducendo una linea a marchio proprio o rivedendo una domanda già presentata? Richiedi una consulenza sulla tutela del marchio e sulle classi del tuo e-commerce, presentando catalogo, segni utilizzati ed eventuali titoli esistenti. La valutazione può coordinare prodotti, servizi e ricerca di anteriorità; non comporta una promessa di registrazione o di assenza di conflitti.

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