Aggiornato al 5 ottobre 2026 · A cura dell’Avv. Carmine Coviello
Risposta in breve: per un marchio usato nel settore digitale, la classe corretta dipende da ciò che il cliente riceve e dalla natura del servizio offerto. In linea generale, il software o l’app scaricabile rientrano nella classe 9; il software non scaricabile, il SaaS, il PaaS, lo sviluppo e l’hosting ricadono normalmente nella classe 42. Le classi 35, 38 e 41 diventano pertinenti soltanto se il business offre, rispettivamente, servizi commerciali o di marketplace, telecomunicazioni o trasmissione dati, formazione o intrattenimento. Una piattaforma può quindi richiedere più classi, ma non perché “opera online”: serve una mappa precisa di prodotti, funzioni e ricavi.
Dal 1° gennaio 2026 è in vigore la tredicesima edizione della Classificazione di Nizza, versione 2026. La novità è particolarmente significativa per le imprese tecnologiche: WIPO ha inserito espressamente anche l’artificial intelligence as a service (AIaaS) nella classe 42. Prima di depositare, è quindi opportuno utilizzare l’edizione vigente e verificare le formulazioni accettate dagli uffici.
Che cosa sono le Classi di Nizza e perché contano per un marchio digitale?
La Classificazione di Nizza organizza prodotti e servizi in 45 classi: dalla 1 alla 34 per i prodotti e dalla 35 alla 45 per i servizi. Non descrive in astratto “il settore” dell’impresa, ma delimita i prodotti e i servizi per i quali viene chiesta la tutela. Per questo due startup entrambe definite “tech” possono avere esigenze molto diverse.
La scelta non dovrebbe partire dal codice ATECO, dall’oggetto sociale o dalla tecnologia utilizzata. Deve partire dall’offerta reale: che cosa viene scaricato? Che cosa resta accessibile soltanto via cloud? La piattaforma permette a terzi di vendere? Offre comunicazioni tra utenti? Eroga corsi? Sviluppa software per altri? Le risposte trasformano il modello di business in un elenco di prodotti e servizi coerente.
WIPO conferma che la Classificazione di Nizza 13-2026 è entrata in vigore il 1° gennaio 2026. Per le domande dell’Unione europea, TMclass di EUIPO consente di cercare termini armonizzati e verificarne l’accettabilità. La classe, però, non sostituisce una descrizione puntuale: formule generiche possono non rappresentare l’attività o produrre una copertura poco utile.

Classi 9, 35, 38, 41 e 42: differenze operative
| Classe | Quando è normalmente pertinente | Esempi nel digitale | Errore da evitare |
|---|---|---|---|
| 9 | Il cliente scarica o installa un prodotto software | App mobili scaricabili, software registrato, programmi e file digitali scaricabili | Usarla da sola per un servizio erogato esclusivamente via browser |
| 35 | Si offrono servizi commerciali, pubblicitari, gestionali o di marketplace per terzi | Gestione di marketplace, pubblicità digitale, servizi di comparazione commerciale | Aggiungerla solo perché l’impresa vende il proprio software |
| 38 | La prestazione consiste nella comunicazione, trasmissione o accesso a reti | Messaggistica, telecomunicazioni, trasmissione dati, accesso a piattaforme di comunicazione | Confondere ogni funzione online con un servizio di telecomunicazione |
| 41 | Il servizio principale è formazione, educazione o intrattenimento | Corsi online, webinar, e-learning, contenuti di intrattenimento non scaricabili | Usarla per un semplice tutorial accessorio al software |
| 42 | Si forniscono tecnologia e software come servizio | SaaS, PaaS, AIaaS, sviluppo software, hosting, progettazione e manutenzione | Descrivere soltanto “servizi informatici” senza indicare la prestazione |
Classe 9: app e software scaricabili
La classe 9 è il riferimento tipico quando il segno identifica software registrato o scaricabile. Rientrano qui, a seconda della formulazione, applicazioni mobili, programmi per computer, software per giochi e altri prodotti digitali che l’utente acquisisce in forma di file. La pagina ufficiale WIPO dedicata alla classe 9 nell’edizione 2026 consente di controllare le voci disponibili.
Non è decisivo che il pagamento sia una tantum o in abbonamento. Conta soprattutto se il software viene scaricato o rimane non scaricabile nel cloud. Una stessa offerta può comprendere un’app client scaricabile in classe 9 e un ambiente SaaS in classe 42.
Classe 42: SaaS, PaaS, AIaaS, sviluppo e hosting
La classe 42 copre i servizi tecnologici nei quali il software viene messo a disposizione senza download, oltre alla progettazione e allo sviluppo. Per un gestionale usato via browser, un CRM cloud o una piattaforma di analisi basata su intelligenza artificiale, questa classe è spesso centrale. La classe 42 WIPO 2026 elenca espressamente SaaS e PaaS e include AIaaS.
La descrizione dovrebbe indicare la funzione: per esempio software non scaricabile per contabilità, gestione logistica, analisi dati o sicurezza informatica. Limitarsi a “SaaS” può essere meno informativo di una formulazione collegata all’uso concreto del prodotto.
Classe 35: marketplace, pubblicità e servizi commerciali
La classe 35 non è la classe generale di ogni attività commerciale. Può essere pertinente quando la piattaforma riunisce offerte di terzi, consente ai clienti di confrontare e acquistare beni o fornisce pubblicità, marketing, gestione aziendale o servizi amministrativi. Se invece l’impresa vende soltanto il proprio software, la classe 35 non si aggiunge automaticamente.
Per un marketplace occorre distinguere almeno tre livelli: l’app scaricabile, l’infrastruttura tecnica e il servizio commerciale reso a venditori o acquirenti. Questa analisi può portare a una combinazione 9, 42 e 35, ma soltanto se tutte le prestazioni sono effettive o realisticamente previste.
Classe 38: quando la comunicazione è il servizio
La classe 38 riguarda soprattutto servizi che permettono a una parte di comunicare con un’altra, nonché la diffusione e la trasmissione di dati. Può interessare piattaforme di messaggistica, videocomunicazione o telecomunicazione. Non basta che l’app usi internet: un software di contabilità cloud non diventa un servizio di telecomunicazione solo perché trasmette dati necessari al proprio funzionamento.
Classe 41: e-learning e intrattenimento
La classe 41 è rilevante se il marchio identifica corsi, formazione, webinar, servizi educativi o intrattenimento. Un’app per l’apprendimento linguistico può richiedere la classe 9 per il prodotto scaricabile, la 41 per il servizio didattico e la 42 per la componente SaaS. Viceversa, una guida occasionale su come usare il software non trasforma necessariamente l’offerta in un servizio formativo autonomo.
Quante classi servono davvero? Quattro esempi
- App mobile con account cloud: la classe 9 può coprire l’app scaricabile; la 42 il servizio non scaricabile e l’hosting.
- Marketplace B2B: possono rilevare la 9 per l’app, la 35 per l’intermediazione commerciale e la 42 per la piattaforma tecnologica.
- Piattaforma e-learning: possono concorrere 9, 41 e 42 quando coesistono app, formazione e SaaS.
- Servizio di videoconferenza: oltre a 9 e 42 può essere pertinente la 38 se la comunicazione costituisce la prestazione caratterizzante.
Questi esempi non sono formule da copiare. Due prodotti con interfacce simili possono generare ricavi e obblighi differenti. Prima di scegliere, conviene redigere una scheda per ogni funzione e distinguere tra prodotto venduto, servizio reso, destinatario, modalità di accesso e sviluppo previsto nei mercati d’interesse.

Metodo in sei passaggi prima del deposito
- Mappa l’offerta attuale. Elenca download, funzionalità cloud, servizi professionali, marketplace, comunicazione e formazione.
- Separa prodotti e servizi. Indica che cosa riceve l’utente e che cosa viene erogato continuativamente.
- Descrivi la funzione. Specifica lo scopo del software e non soltanto la tecnologia.
- Controlla i termini ufficiali. Verifica WIPO e TMclass nell’edizione vigente, evitando formule obsolete o eccessivamente vaghe.
- Guarda lo sviluppo realistico. Considera prodotti e servizi che saranno effettivamente lanciati, senza trasformare la domanda in un catalogo astratto.
- Esegui una ricerca di anteriorità. La classificazione restringe il campo, ma la valutazione riguarda anche affinità e rischio di confusione.
Per quest’ultimo passaggio è utile partire dalla guida sui marchi identici o simili e il rischio di conflitto. L’analisi deve considerare il segno e la relazione tra prodotti o servizi: la sola appartenenza alla stessa classe non decide automaticamente l’esito.
Per una verifica internazionale si può consultare anche l’approfondimento dello Studio sulla WIPO Global Brand Database e la ricerca di marchi nel mondo. Prima ancora, occorre decidere che cosa depositare: la guida su marchio, logo e pittogramma aiuta a distinguere segno denominativo, figurativo e misto.
Errori frequenti nella registrazione di un marchio software
- Depositare soltanto in classe 9 quando il valore commerciale è nel SaaS erogato in classe 42.
- Aggiungere la classe 35 a ogni e-commerce senza distinguere vendita dei propri prodotti e servizi commerciali resi a terzi.
- Confondere internet e telecomunicazioni: la classe 38 richiede che comunicazione o trasmissione siano parte sostanziale del servizio.
- Usare un elenco sovradimensionato: aumenta la complessità e può allontanare la domanda dall’attività concreta.
- Descrivere il software senza funzione: la specificazione dovrebbe rendere comprensibile l’utilità offerta.
- Saltare la ricerca: un deposito formalmente corretto può incontrare l’opposizione del titolare di un marchio anteriore.
Anche dopo la registrazione, l’uso coerente con i prodotti e servizi rivendicati resta importante. L’approfondimento sulla cancellazione per non uso del marchio spiega perché la strategia non termina con il certificato.
Perché le classi incidono sul valore del marchio
La registrazione trasforma il segno in uno strumento giuridico riferito a uno specifico perimetro di mercato. Una copertura coerente facilita licenze, accordi commerciali, investimenti e azioni di tutela; una copertura lacunosa può lasciare scoperto proprio il servizio che genera ricavi. Sul punto è disponibile il video dello Studio “Il valore del marchio”.
Per inquadrare la scelta nel progetto aziendale complessivo, si può leggere anche l’analisi dello Studio su perché registrare un marchio per protezione e crescita.
FAQ sulle Classi di Nizza per software e SaaS
Un’app va sempre registrata in classe 9?
No. La classe 9 è normalmente pertinente per l’app scaricabile, ma le funzionalità offerte via cloud possono richiedere anche la classe 42. Se l’app eroga formazione, intermediazione commerciale o telecomunicazioni, possono rilevare ulteriori classi.
Qual è la classe del SaaS?
Il SaaS rientra normalmente nella classe 42. È consigliabile descrivere anche la funzione del software non scaricabile, così da collegare la tutela al servizio effettivamente offerto.
Un marketplace deve scegliere la classe 35?
Spesso sì, quando offre a terzi un servizio commerciale di riunione e presentazione di beni o offerte. La valutazione va separata dalla protezione dell’app in classe 9 e dell’infrastruttura software in classe 42.
Un chatbot o un servizio di intelligenza artificiale rientra in classe 42?
Se è fornito come software non scaricabile o AI as a service, la classe 42 è normalmente centrale. Dal 2026 WIPO include espressamente AIaaS. La funzione concreta del servizio deve comunque essere specificata.
Più classi significano automaticamente più protezione?
No. La qualità della tutela dipende dalla coerenza tra segno, prodotti, servizi, territori e uso previsto. Aggiungere classi non pertinenti non corregge una descrizione imprecisa e non sostituisce la ricerca di anteriorità.
Conclusione: prima la mappa del business, poi le classi
Per software, app e SaaS, la scelta corretta nasce da una sequenza semplice: distinguere download e cloud, identificare i servizi autonomi, verificare i termini ufficiali e svolgere la ricerca di anteriorità. Solo dopo si definisce la combinazione tra 9, 35, 38, 41 e 42. Questo riduce il rischio di depositare troppo, troppo poco o nel modo sbagliato.
Stai preparando il deposito di un marchio per un’app, una piattaforma o un servizio SaaS? Richiedi una consulenza sulla scelta delle Classi di Nizza e sulla ricerca di anteriorità: lo Studio può esaminare funzioni, modello di ricavi e mercati target prima della presentazione della domanda.