Aggiornato al 14 ottobre 2026 · A cura della Redazione Studio Legale Coviello. Riferimento professionale: avvocato Carmine Coviello e professionisti dello Studio, attivi nella proprietà industriale e intellettuale.

Nell’opposizione a una domanda di marchio UE, la prova d’uso del marchio anteriore non si attiva automaticamente. Il depositante deve formularne una richiesta ammissibile: verificare il quinquennio alla data di deposito o priorità della propria domanda, identificare correttamente i diritti interessati e presentare una richiesta incondizionata, esplicita e non ambigua in un documento separato, rispettando il termine fissato dall’EUIPO.

Calendario da scrivania per organizzare le scadenze della difesa del marchio
Il controllo delle date precede la scelta della difesa. Foto: Eric Rothermel/Unsplash.

Questa guida riguarda una decisione precisa: chiedere la prova d’uso quando si riceve un’opposizione contro il proprio deposito europeo. Non è una guida generale all’archiviazione delle fatture né un invito a contestare indiscriminatamente ogni marchio concorrente. Il punto è capire se lo strumento sia disponibile e come inserirlo nel calendario del fascicolo. Per la cornice del procedimento resta utile l’approfondimento su termini e strategia dell’opposizione EUIPO.

Che cosa controllare nell’opposizione ricevuta

Prima di discutere se l’opponente venda ancora prodotti, occorre leggere l’atto e la comunicazione dell’Ufficio. Quali marchi vengono invocati? Su quali motivi? Quali prodotti e servizi della domanda sono contestati? Un’opposizione può basarsi su più titoli, con date e presupposti differenti. La possibilità di chiedere la prova per uno di essi non elimina gli altri.

Prepara una scheda per ciascun diritto: numero, titolare, territorio, tipo di registrazione, data rilevante e prodotti o servizi invocati. La lettura della visura del marchio registrato aiuta a distinguere informazioni del registro e materiali commerciali. Controlla anche eventuali trasferimenti e annotazioni: il nome presente su una confezione non identifica necessariamente il soggetto legittimato nel procedimento.

Le linee guida EUIPO sull’ammissibilità della richiesta qualificano questo strumento come una difesa del depositante. L’Ufficio non solleva d’ufficio la questione dell’uso effettivo al posto della parte. L’attesa di un suggerimento dell’esaminatore è quindi una scelta rischiosa: la verifica deve entrare subito nel lavoro del professionista incaricato.

Il quinquennio si verifica alla data giusta, non alla data della risposta

Per una domanda di marchio UE, la condizione si valuta alla sua data di deposito oppure alla data di priorità pertinente. A quel momento il marchio anteriore deve essere registrato da non meno di cinque anni. Il fatto che diventi più vecchio durante il procedimento non rende automaticamente ammissibile la richiesta. Le regole EUIPO sul periodo di tolleranza del non uso distinguono inoltre i diversi tipi di titoli anteriori.

Esempio: una registrazione che supera cinque anni dopo il deposito contestato

Immagina una domanda UE depositata il 1° settembre 2026 e un marchio UE anteriore registrato il 1° ottobre 2021. Alla data del nuovo deposito il quinquennio non è ancora completato. Rispondere all’opposizione nel novembre 2026 non sposta il momento del controllo a novembre. È un esempio ipotetico, non la previsione dell’esito di un fascicolo.

Se la domanda rivendica una priorità, il confronto deve essere ricostruito tenendone conto. Un semplice foglio con “anno del marchio” e “anno dell’opposizione” è insufficiente: servono le date complete e il significato giuridico di ciascuna. Le registrazioni internazionali e i titoli nazionali richiedono inoltre un controllo del punto iniziale applicabile; non bisogna usare automaticamente la data del deposito originario come data di registrazione.

Fascicoli e documenti ordinati per il controllo dei titoli di marchio anteriori
Ogni titolo anteriore richiede una scheda distinta. Foto: Wesley Tingey/Unsplash.

Quando va presentata la richiesta di prova d’uso

Il termine è quello assegnato al depositante dall’Ufficio secondo la disciplina applicabile. Le linee guida EUIPO sul momento della richiesta precisano che sono accettate anche richieste durante il cooling-off o nel periodo concesso all’opponente per completare il fondamento dell’opposizione. Se la richiesta è ammissibile, l’invito all’opponente deve assicurargli almeno due mesi per la prova.

Questi passaggi non autorizzano a calcolare la propria scadenza contando due mesi da qualunque email. Il calendario del depositante e quello dell’opponente sono diversi. Conserva la comunicazione che fissa il termine, registra chi deve preparare l’atto e prevedi una verifica finale prima dell’invio. Se sono intervenuti provvedimenti o variazioni del calendario, aggiorna la scheda: una scadenza iniziale può non rappresentare più il fascicolo corrente.

Una richiesta chiara non è una semplice osservazione sul non uso

La richiesta deve essere incondizionata, esplicita e non ambigua. Dire soltanto che il concorrente sembra inattivo non equivale a chiedere formalmente la prova. Nemmeno subordinare la domanda alla futura scelta dell’Ufficio o al fallimento della trattativa è una soluzione corretta. Le indicazioni EUIPO sulla formulazione e sul perimetro della richiesta spiegano perché le dichiarazioni generiche possono essere insufficienti.

Un controllo utile consiste nel separare tre domande: l’atto chiede davvero la prova? Identifica senza equivoci il marchio anteriore? Il suo ambito è definito con riferimento ai prodotti o servizi del titolo invocato? La formulazione va adattata al fascicolo e non copiata da una vecchia memoria con nomi e numeri sostituiti frettolosamente.

Quando si limita la richiesta a una parte dell’elenco, occorre usare le indicazioni letterali pertinenti del marchio anteriore su cui si basa l’opposizione. Non basta rinviare ai “prodotti simili ai nostri”. Una limitazione mal costruita può introdurre incertezza proprio dove lo strumento richiede precisione.

Documento separato: il requisito che un titolo nella memoria non sostituisce

Le regole EUIPO sul documento separato distinguono la richiesta autonoma dalle osservazioni difensive. Inserirla soltanto in una sezione della memoria, anche con un’intestazione evidente, non soddisfa il requisito. È possibile una presentazione separata oppure un allegato separato, chiaramente identificato. L’Ufficio raccomanda l’apposita e-action “Request proof of use” nell’area utente.

Documento separato e file informatico separato non sono sinonimi. Le osservazioni e un allegato autonomo possono essere raccolti in un unico PDF, purché la richiesta conservi la propria separazione come allegato. Per la gestione aziendale, conviene comunque dare al documento un nome inequivoco e verificare l’anteprima del pacchetto inviato.

Prima del deposito controlla contenuto, allegati, numero del procedimento e ricevuta. Il file corretto salvato nel computer non prova che sia stato trasmesso correttamente. Conserva l’esatta versione inviata e la conferma dell’Ufficio, evitando che una bozza interna venga confusa con l’atto definitivo.

Difendersi subito sul merito oppure affrontare prima l’uso?

Le linee guida EUIPO sulla scelta di affrontare prima la prova d’uso consentono al depositante di limitare la prima risposta alla richiesta, se conforme, e di presentare le osservazioni sul merito quando riceve l’opportunità di replicare alle prove. È una scelta procedurale, non un modo per sottrarsi definitivamente al confronto tra marchi. Una richiesta inammissibile segue un trattamento diverso; non bisogna pianificare la difesa presumendo che sarà accolta.

La decisione dipende dal fascicolo. Se esistono più marchi anteriori, alcuni recenti, la richiesta può non investire tutta l’opposizione. Se il principale problema è una somiglianza molto vicina per prodotti sovrapposti, occorre preparare anche l’analisi del merito e le opzioni negoziali. Non scegliere la strategia soltanto perché promette un passaggio in più.

La ricerca di anteriorità nei registri dei marchi può sostenere la ricostruzione dei titoli e del contesto, ma non sostituisce la difesa nel procedimento. La richiesta d’uso è uno strumento tra altri, da coordinare con il rischio concreto e con la continuità del brand.

Due professioniste esaminano e firmano documenti su un tavolo
La scelta procedurale va coordinata con la risposta sul merito. Foto: Gabrielle Henderson/Unsplash.

Che cosa cambia se la prova manca o riguarda soltanto alcuni prodotti

L’articolo 47 del regolamento (UE) 2017/1001, consultabile in WIPO Lex prevede il rigetto dell’opposizione in assenza della prova richiesta, o dei giusti motivi di non uso, e delimita l’esame ai prodotti o servizi per i quali l’uso è dimostrato quando questo è solo parziale. La valutazione va riferita ai titoli e ai motivi effettivamente coinvolti: non permette di promettere il rigetto dell’intera opposizione se restano altre basi.

Il rigetto dell’opposizione non è, di per sé, una dichiarazione di decadenza della registrazione anteriore. Sono piani diversi. Anche il ricevimento di molte fatture non chiude automaticamente il tema: il fascicolo deve consentire di ricostruire il collegamento con marchio, prodotti, periodo e territorio pertinenti. Qui interessa l’effetto della richiesta sulla difesa della domanda, non una valutazione astratta del successo commerciale altrui.

Checklist pratica prima dell’invio

Controllo Risultato da conservare
Titoli anteriori e motivi Scheda distinta per ogni registrazione e base dell’opposizione
Deposito o priorità della domanda Data pertinente e verifica del quinquennio
Ambito della richiesta Numeri dei marchi e prodotti o servizi identificati senza ambiguità
Calendario EUIPO Comunicazione applicabile e termine da rispettare
Forma e trasmissione Richiesta separata, pacchetto definitivo e ricevuta
Passaggi successivi Responsabile della replica e preparazione dell’analisi sul merito

Questa checklist è uno strumento organizzativo, non un atto da depositare. Se una voce non è risolta, evidenzia il dubbio al professionista prima della scadenza. Un titolo apparentemente vecchio o una pagina commerciale vuota non bastano, da soli, a impostare la richiesta.

Budget e trattativa: valutare il lavoro realmente necessario

Il preventivo dovrebbe distinguere esame iniziale, formulazione della richiesta, verifica della documentazione ricevuta e osservazioni successive. Non esiste un prezzo professionale unico deducibile dal numero di pagine. Numero di titoli, lingue, prodotti, documenti e opzioni negoziali incidono sull’impegno. Le eventuali tasse per altri atti vanno controllate per l’operazione specifica, senza confonderle con il compenso del consulente.

Una trattativa può accompagnare la difesa, ma richiede coordinamento con gli adempimenti dell’Ufficio. La guida all’accordo di coesistenza tra marchi illustra i principali rischi; l’approfondimento sulle clausole operative per chiudere un’opposizione collega gli impegni negoziali agli atti da compiere. Nessuna conversazione privata deve far perdere di vista il calendario ufficiale.

Domande frequenti sulla richiesta nell’opposizione EUIPO

L’EUIPO chiede automaticamente la prova d’uso?

No. Nel procedimento di opposizione è una difesa che il depositante deve attivare con una richiesta ammissibile. I materiali sull’uso presentati spontaneamente dall’opponente non sostituiscono automaticamente questa iniziativa.

Conta la data in cui rispondo all’opposizione?

Per verificare il quinquennio del marchio anteriore conta la data di deposito o priorità pertinente della domanda contestata, non la data della risposta. Separatamente va rispettato il termine procedurale assegnato dall’Ufficio.

Posso inserire la richiesta in un paragrafo della memoria?

Un semplice paragrafo o titolo nella memoria non soddisfa il requisito del documento separato. Occorre una presentazione autonoma o un allegato separato chiaramente identificato; l’EUIPO raccomanda l’apposita e-action nell’area utente.

La richiesta deve riguardare tutti i marchi dell’opponente?

Può essere limitata a uno o alcuni titoli e a parte dei prodotti o servizi invocati, ma il perimetro deve essere chiaro. I diritti esclusi dalla richiesta e gli eventuali marchi ancora nel periodo di tolleranza richiedono una difesa distinta.

Se l’opponente non prova l’uso, il suo marchio viene cancellato?

Il rigetto dell’opposizione non cancella automaticamente la registrazione anteriore. La decadenza è un procedimento distinto. Inoltre, se l’opposizione si fonda su altre basi ancora rilevanti, il loro esame non viene eliminato dalla carenza della prova relativa a un solo titolo.

Valutare la richiesta nel proprio fascicolo

Il video dello Studio Coviello sulle fasi di registrazione del marchio offre il contesto del percorso verso il titolo; non sostituisce l’esame dell’opposizione. Per una valutazione concreta, prepara domanda, atto ricevuto, comunicazioni EUIPO e numeri dei marchi anteriori.

Hai ricevuto un’opposizione al deposito europeo? Richiedi assistenza attraverso il servizio di difesa nelle opposizioni UIBM ed EUIPO: il controllo iniziale deve chiarire se chiedere la prova d’uso, con quale perimetro e come coordinare la richiesta con le altre difese.

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