Divisione della domanda di marchio UE: quando separare prodotti e servizi

Aggiornato al 23 ottobre 2026. A cura della Redazione Coviello Marchi – Studio Legale Coviello. Il contenuto è informativo e non sostituisce l’analisi della domanda e del fascicolo concreto.
Una domanda di marchio UE può contenere prodotti e servizi molto diversi. Se un impedimento assoluto riguarda soltanto alcune voci, oppure un’opposizione colpisce una parte dell’elenco, l’intero portafoglio non deve necessariamente restare legato allo stesso percorso procedurale. L’articolo 50 del regolamento (UE) 2017/1001 sul marchio dell’Unione europea prevede la divisione della domanda proprio per separare perimetri che possono proseguire in modo autonomo.
La divisione, tuttavia, non è una scorciatoia per correggere una classificazione troppo ampia. Prima di valutarla occorre verificare la formulazione dell’elenco, la fase della procedura, le contestazioni già sollevate e gli effetti economici della moltiplicazione dei fascicoli. In molti casi è prima necessario chiarire se il problema possa essere risolto con una limitazione o con una risposta al rilievo; la guida al rilievo EUIPO su prodotti e servizi illustra i controlli preliminari sull’elenco.
Che cos’è la divisione della domanda di marchio UE
Con la dichiarazione di divisione, il richiedente indica quali prodotti e servizi formeranno la domanda divisionale e quali resteranno nella domanda originaria. Il titolare non cambia: a cambiare è l’organizzazione amministrativa del medesimo progetto di tutela. Ogni fascicolo prosegue poi separatamente, con un proprio numero e con decisioni che possono maturare in tempi diversi.
Il vantaggio essenziale è la conservazione della genealogia giuridica della domanda. La domanda divisionale mantiene la data di deposito originaria e, quando correttamente rivendicate, le date di priorità e preesistenza. Non si tratta quindi di un nuovo deposito ordinario con una data successiva. La continuità dipende però dalla validità della dichiarazione e dal rispetto rigoroso del perimetro iniziale.
La divisione non consente di:
- aggiungere prodotti o servizi assenti nella domanda originaria;
- lasciare la stessa voce, in tutto o in parte sovrapposta, in entrambi i fascicoli;
- riscrivere l’elenco in modo da estendere la portata della protezione;
- eludere un’opposizione o un rilievo trasferendo altrove proprio le voci contestate;
- sostituire una strategia di deposito che avrebbe richiesto, fin dall’inizio, domande autonome.
Quando la divisione può essere strategicamente utile
Solo una parte dell’elenco è contestata
Il caso tipico è una domanda che copre più classi o gruppi di prodotti e servizi, mentre un rilievo dell’esaminatore riguarda soltanto alcune indicazioni. Separare le voci non contestate può consentire a quella porzione di avanzare verso la registrazione, lasciando nel fascicolo originario la parte che richiede osservazioni, limitazioni o ulteriori verifiche.
Lo stesso ragionamento può valere in presenza di un’opposizione. L’opposizione deve però essere letta voce per voce: durante il procedimento non si possono dividere tra fascicoli i prodotti e servizi contro i quali l’opposizione è diretta. Le voci non contestate possono, in linea di principio, essere oggetto di una divisione conforme, ma la dichiarazione va coordinata con lo stato ufficiale del procedimento e con la formulazione dell’atto di opposizione. Per inquadrare termini, prove e possibili esiti è utile la guida all’opposizione EUIPO.
Il progetto commerciale ha tempi diversi
Un’impresa può avere urgenza di disporre di un titolo per il nucleo principale dei servizi, mentre una linea secondaria incontra un ostacolo. La divisione può rendere più leggibile il portafoglio e isolare il rischio procedurale. È una valutazione di gestione, non soltanto formale: bisogna stimare se il beneficio di due fascicoli giustifichi tassa, controllo e successiva amministrazione separata.
È necessario separare responsabilità e dossier interni
Quando diverse business unit sfruttano lo stesso segno per attività differenti, fascicoli separati possono agevolare budget, licenze, verifiche d’uso e operazioni societarie future. La divisione non modifica da sola titolarità o contratti: eventuali trasferimenti o licenze richiedono atti autonomi. Può però costruire un perimetro più preciso da gestire e documentare.
Requisiti formali della dichiarazione
L’articolo 8 del regolamento di esecuzione (UE) 2018/626 richiede che la dichiarazione identifichi la domanda originaria, il richiedente, l’elenco destinato a ciascuna domanda divisionale e quello che rimarrà nel fascicolo originario. Le indicazioni devono essere chiare, precise e prive di sovrapposizioni.
La verifica operativa dovrebbe comprendere almeno cinque passaggi:
- estrarre dal fascicolo l’ultima versione valida dell’elenco, non una bozza interna;
- evidenziare ogni voce oggetto di rilievo, opposizione o altra contestazione;
- attribuire ciascuna voce una sola volta al fascicolo originario o alla divisionale;
- controllare che l’insieme dei due elenchi non sia più ampio dell’elenco iniziale;
- far coincidere la dichiarazione con le classi e con la terminologia presenti nel registro.
Quando la separazione riguarda classi intere, l’operazione è più semplice da rappresentare. Se riguarda soltanto termini interni alla stessa classe, occorre maggiore attenzione: espressioni simili, categorie generali e sottoinsiemi possono creare sovrapposizioni anche se le parole non sono identiche.
Limiti temporali e procedurali
La dichiarazione non è sempre ammissibile. Le regole impediscono la divisione prima che sia stata attribuita una data di deposito e durante il periodo di opposizione successivo alla pubblicazione. Inoltre, dopo il deposito di un’opposizione, la divisione non può frazionare i prodotti o servizi contro cui l’opposizione è diretta finché il procedimento non si è concluso in modo definitivo. Il divieto tutela la stabilità dell’oggetto del contraddittorio.
Ne consegue che il calendario va ricostruito prima dell’invio: data di deposito attribuita, pubblicazione, scadenza del periodo di opposizione, eventuale cooling-off, estensione dell’opposizione e provvedimenti già emessi. Un semplice controllo della pagina riepilogativa non è sufficiente quando nel fascicolo sono presenti comunicazioni recenti.
Se una trattativa o una causa collegata rende opportuno attendere, la divisione non deve essere confusa con la sospensione del procedimento EUIPO. La prima crea fascicoli separati; la seconda incide sul corso temporale di un procedimento esistente. Obiettivo ed effetti sono diversi.
Tassa EUIPO e conseguenze della divisione
Le Direttive EUIPO sulle tasse per la divisione indicano una tassa di 250 euro. La dichiarazione è considerata non presentata finché il pagamento non è effettuato. L’importo è una tassa ufficiale e non comprende eventuali compensi professionali, traduzioni, analisi dell’elenco o costi futuri connessi alla gestione dei fascicoli.

Se i requisiti formali non sono rispettati o gli elenchi si sovrappongono, l’Ufficio invita normalmente a rimediare entro il termine assegnato. Se le carenze non vengono sanate, la dichiarazione è respinta. Il pagamento non trasforma quindi una ripartizione ambigua in una divisione valida.
Dopo l’accettazione, le domande seguono percorsi autonomi. Comunicazioni, decisioni, rinnovi e possibili contenziosi dovranno essere tracciati per ciascun fascicolo. L’organizzazione interna deve aggiornare database, deleghe, scadenziari e documenti contrattuali, evitando di trattare i nuovi numeri come semplici duplicati amministrativi.
Divisione, limitazione, ritiro e conversione: quale differenza
| Strumento | Effetto principale | Quando valutarlo | Attenzione |
|---|---|---|---|
| Divisione | Crea uno o più fascicoli separati mantenendo data di deposito, priorità e preesistenza. | Quando parti diverse dell’elenco devono seguire iter distinti. | Nessuna sovrapposizione; tassa di 250 euro; limiti durante opposizione. |
| Limitazione | Riduce definitivamente l’elenco della domanda. | Quando alcune voci non servono più o una restrizione può risolvere il conflitto. | Non deve ampliare l’elenco e può avere effetti irreversibili sul perimetro. |
| Ritiro | Abbandona in tutto o in parte la domanda. | Quando non esiste più interesse commerciale o la strategia cambia. | Verificare accordi, licenze e diritti di terzi prima dell’atto. |
| Conversione | Trasforma la domanda o il marchio UE in domande nazionali nei casi previsti. | Quando la tutela unitaria non è più praticabile ma resta interesse in alcuni Stati. | È uno strumento territoriale diverso: si veda la guida alla conversione del marchio UE. |
Esempio operativo: una domanda con tre gruppi di servizi
Si immagini una domanda che comprende software, servizi di formazione e consulenza commerciale. Un rilievo assoluto riguarda soltanto una formulazione dei servizi di consulenza, mentre gli altri gruppi non presentano criticità. Il richiedente potrebbe valutare di lasciare nel fascicolo originario la parte contestata e trasferire in una divisionale i gruppi non contestati, purché il momento procedurale lo consenta e gli elenchi non si sovrappongano.
La scelta non è automatica. Prima occorre stabilire se la risposta al rilievo possa risolvere il problema rapidamente; se la registrazione separata abbia un valore concreto; se i due fascicoli saranno coerenti con l’uso reale; e se l’impresa è pronta a sostenerne la gestione successiva. L’esempio illustra il metodo, non anticipa l’esito di un caso.

Checklist prima di depositare la dichiarazione
- recuperare dal registro il testo vigente della domanda e tutte le comunicazioni;
- verificare data di deposito, pubblicazione e fase dell’eventuale opposizione;
- mappare con precisione prodotti e servizi contestati e non contestati;
- controllare che nessuna voce compaia in entrambi gli elenchi;
- accertare che la somma dei nuovi perimetri non superi quello originario;
- confermare priorità e preesistenza da riportare nei fascicoli;
- stimare tassa ufficiale, gestione, rinnovi e impatto sul portafoglio;
- valutare prima soluzioni meno complesse, come limitazione o osservazioni;
- predisporre un prospetto interno con nuovo numero, responsabile e scadenze;
- verificare dopo il deposito la registrazione dell’operazione nel fascicolo.
La qualità dell’elenco iniziale resta decisiva. Prima di depositare o ristrutturare una domanda è utile collegare classi e termini al modello di business effettivo. L’approfondimento sui controlli di titolare, stato e documenti nella visura del marchio mostra perché il dato di registro deve essere verificato prima di ogni operazione. Per preparare il deposito con un elenco coerente si può consultare anche la guida dello Studio sui passi essenziali prima di inviare una domanda di marchio.
Domande frequenti sulla divisione della domanda UE
La divisione fa perdere la data di deposito originaria?
No. Se la dichiarazione è accettata, la domanda divisionale conserva la data di deposito e le eventuali date di priorità e preesistenza della domanda originaria.
Posso trasferire alla divisionale i prodotti colpiti da opposizione?
Non per sottrarli al procedimento. Durante l’opposizione la dichiarazione non può dividere i prodotti o servizi contro cui l’opposizione è diretta finché il procedimento non è definitivamente concluso. Può essere valutata la separazione delle voci non contestate, con un controllo puntuale del fascicolo.
Quanto costa la divisione presso l’EUIPO?
La tassa ufficiale indicata dalle Direttive EUIPO è di 250 euro. È distinta dai costi professionali e dalla futura gestione dei fascicoli separati.
La domanda divisionale può contenere una descrizione più ampia?
No. I due elenchi, considerati insieme, non possono superare il perimetro della domanda originaria e non devono sovrapporsi. Eventuali formulazioni nuove devono restare entro il significato delle voci iniziali.
È meglio dividere o limitare la domanda?
Dipende dall’obiettivo. La divisione conserva due perimetri in fascicoli distinti; la limitazione elimina definitivamente alcune voci. La scelta richiede una verifica di utilità commerciale, fase procedurale e costi.
La divisione garantisce la registrazione della parte separata?
No. La divisione organizza i fascicoli ma non elimina altri impedimenti assoluti o relativi. Ogni domanda prosegue secondo le regole applicabili e può ricevere ulteriori rilievi o opposizioni.
Per controllare il fascicolo, distinguere le voci contestate e predisporre elenchi non sovrapposti, è possibile richiedere una consulenza sulla domanda di marchio UE. La valutazione riguarda il caso concreto e non promette l’accoglimento della dichiarazione o la registrazione.
Nota su fonti e dati. Contenuto basato sul regolamento (UE) 2017/1001, sul regolamento di esecuzione (UE) 2018/626 e sulle Direttive EUIPO applicabili, consultati il 23 ottobre 2026. Il tema è stato scelto dopo il controllo dei contenuti pubblicati, programmati e in bozza dei cinque siti Coviello. Non sono attribuite impression, CTR, trend o conversioni in assenza di dati analytics verificabili. La ricerca mirata non ha individuato un video YouTube dello Studio specificamente dedicato alla divisione della domanda UE; non è stato quindi inserito un collegamento generico.