A cura dello Studio Legale Coviello | Aggiornato al 12 ottobre 2026

Confronto tra diverse identità visive durante una ricerca di anteriorità per logo

Risposta breve: per verificare se un logo può essere registrato non basta cercare il nome scritto nel disegno né affidarsi a una ricerca per immagini generica. Una ricerca di anteriorità efficace combina parole, varianti fonetiche, componenti grafiche, codici della Classificazione di Vienna, prodotti e servizi, territori e stato giuridico dei risultati. I software aiutano a trovare segni visivamente vicini, ma la decisione richiede una valutazione legale dell’impressione complessiva e del rischio di confusione.

Questa guida affronta il sottointento specifico della ricerca figurativa. Per il metodo generale su denominazioni, registri e territori resta utile la guida alla ricerca di anteriorità tra UIBM, EUIPO e WIPO. Quando il segno contiene un disegno, un’icona o una composizione grafica, occorre però aggiungere controlli che una semplice ricerca testuale non intercetta.

Che cosa bisogna cercare in un logo?

Un logo può essere depositato come marchio figurativo oppure come segno complesso che combina parole e grafica. Prima della ricerca conviene scomporlo in elementi: denominazione, lettere stilizzate, forma geometrica, figura umana o animale, oggetto, elemento naturale, disposizione, colori e possibili significati concettuali. Questa scomposizione non serve a valutare il progetto dal punto di vista estetico, ma a costruire query capaci di far emergere anteriorità pertinenti.

Se il logo contiene una parola, la ricerca deve includere anche quella componente senza grafica: forma esatta, varianti ortografiche, abbreviazioni, traslitterazioni e somiglianze fonetiche. Un segno anteriore denominativo può infatti essere rilevante anche se il nuovo deposito aggiunge un simbolo. Viceversa, un’immagine dominante può avvicinare due marchi che usano parole differenti.

La distinzione tra segno verbale e grafico è approfondita nell’articolo su marchio figurativo e marchio denominativo. La scelta del formato di deposito e la ricerca preventiva devono essere coordinate: ciò che viene rivendicato determina il perimetro della protezione richiesta.

Che cosa sono i codici della Classificazione di Vienna?

La Classificazione di Vienna della WIPO è un sistema internazionale per ordinare gli elementi figurativi dei marchi. La versione VCL10 è entrata in vigore il 1° gennaio 2026. Categorie, divisioni e sezioni consentono di descrivere in modo standardizzato figure quali animali, piante, corpi celesti, persone, oggetti, forme geometriche e ornamenti.

Il codice non è una classe di prodotti o servizi e non attribuisce diritti esclusivi sull’immagine descritta. È un indice di ricerca. Due loghi con lo stesso codice non sono automaticamente confondibili; allo stesso modo, codici diversi non escludono una vicinanza visiva o concettuale. La Classificazione di Nizza risponde alla domanda «per quali prodotti o servizi?», mentre Vienna aiuta a rispondere «quali elementi figurativi contiene il segno?».

Un singolo logo può ricevere più codici. Una figura stilizzata può rappresentare, ad esempio, un animale inserito in un cerchio con stelle e lettere particolari. Cercare soltanto la categoria principale rischia di produrre migliaia di risultati; limitarsi alla sezione più specifica può invece escludere immagini classificate in modo diverso da un altro ufficio. Per questo la ricerca deve procedere per livelli, dal più ampio al più selettivo.

Bozze e strumenti grafici utilizzati per analizzare gli elementi figurativi di un marchio

Quali banche dati usare per una ricerca figurativa?

Il registro va scelto in base ai territori nei quali il logo sarà usato o depositato. Per l’Italia è necessario consultare la banca dati ufficiale UIBM. Una ricerca italiana deve però considerare anche i marchi dell’Unione europea e le registrazioni internazionali che producono effetti in Italia.

TMview consente di consultare dati provenienti da numerosi uffici, mentre gli strumenti Search IP di EUIPO sono centrali per i marchi dell’Unione europea. Per una strategia internazionale è utile integrare la ricerca con la Global Brand Database e con i registri nazionali dei Paesi di interesse. Nessuna banca dati, presa isolatamente, garantisce una copertura assoluta.

Il controllo va eseguito sulla scheda aggiornata di ogni risultato: titolare, data di deposito o priorità, stato, territori, prodotti e servizi, limitazioni e rappresentazione depositata. La presenza di un’immagine simile in un risultato scaduto o riferito a prodotti lontani non produce le stesse conseguenze di una domanda anteriore attiva nello stesso mercato.

Metodo operativo in sette passaggi

  1. Definire il progetto: mercati, prodotti, servizi, canali e possibili estensioni nei successivi tre-cinque anni.
  2. Scomporre il logo: parole, lettere, simboli, forme, colori, disposizione e concetto comunicato.
  3. Cercare le componenti verbali: identità, varianti fonetiche, ortografiche, traduzioni e traslitterazioni pertinenti.
  4. Individuare i codici Vienna: partire dagli elementi dominanti e ampliare la ricerca alle categorie contigue.
  5. Usare la ricerca per immagine: caricare versioni pulite e, quando possibile, cercare separatamente l’icona dalla scritta.
  6. Filtrare giuridicamente: territorio, anteriorità, validità, prodotti e servizi identici, simili o complementari.
  7. Redigere una matrice di rischio: risultati bloccanti, rilevanti, da monitorare e non pertinenti, indicando la motivazione.

Il punto più delicato è la quinta fase. Gli algoritmi di similarità visiva possono riconoscere contorni, distribuzione delle forme o contrasti, ma possono sovrastimare elementi comuni e sottostimare il significato complessivo. Un’immagine tecnicamente vicina non è necessariamente un conflitto; un risultato meno vicino secondo il punteggio può essere giuridicamente più importante per prodotti identici e un pubblico coincidente.

Come si valuta il rischio di confusione tra due loghi?

La ricerca produce risultati; il parere li interpreta. Il confronto deve considerare l’impressione complessiva dei segni, senza scomporli artificialmente fino a perdere la percezione del consumatore. Contano gli elementi distintivi e dominanti, la somiglianza visiva, fonetica e concettuale, la forza del marchio anteriore, il pubblico e il grado di attenzione.

La base europea è contenuta, tra l’altro, nell’articolo 8 del Regolamento (UE) 2017/1001 sul marchio dell’Unione europea. Per l’Italia occorre coordinare la valutazione con il Codice della proprietà industriale, in particolare con la disciplina dei requisiti di novità e dei diritti anteriori.

La guida su marchi identici, simili e rischio di conflitto offre il quadro generale. Nel caso dei loghi, il peso della componente verbale varia: una parola altamente distintiva può dominare il segno; in altri casi l’icona o la composizione grafica possono restare impresse più della denominazione.

Esito della ricerca Lettura preliminare Decisione possibile
Logo molto vicino, prodotti identici Rischio elevato Modificare il segno o approfondire prima di investire
Stesso simbolo comune, composizione diversa Rischio da contestualizzare Valutare distintività e impressione complessiva
Grafica vicina, mercati lontani Rischio spesso più contenuto Controllare reputazione e possibili espansioni
Nome simile, icona diversa La differenza grafica può non bastare Analizzare fonetica, concetto e prodotti
Nessun risultato critico Non equivale a garanzia assoluta Depositare con strategia e attivare sorveglianza

Tre errori frequenti nella ricerca di un logo

1. Cercare soltanto su Google o nei social

I motori di ricerca mostrano usi online, ma non sostituiscono i registri ufficiali. Un marchio può essere depositato e non ancora utilizzato in modo visibile; un’immagine trovata online può invece non essere protetta per i prodotti o territori rilevanti.

2. Usare un solo codice di Vienna

Le immagini complesse possono essere descritte con più codici e la classificazione può variare. Occorre combinare categorie, elementi dominanti, parole e ricerca per immagine, conservando le query eseguite.

3. Fermarsi al punteggio dell’algoritmo

Il punteggio ordina i risultati, non decide il conflitto. La valutazione giuridica può attribuire maggiore importanza a un risultato con similarità tecnica inferiore ma con un diritto anteriore forte e prodotti coincidenti.

Progetto grafico esaminato durante una checklist di ricerca per loghi simili

Checklist dei materiali da preparare

Quest’ultimo documento è spesso trascurato. La registrabilità del logo e la titolarità del diritto d’autore sulla grafica sono questioni collegate ma distinte. Prima del deposito occorre verificare che la società disponga dei diritti necessari sull’opera realizzata da dipendenti, freelance o agenzie.

Domande frequenti

Se non trovo un logo identico posso depositare?

Non automaticamente. Devono essere analizzati anche segni simili e diritti anteriori relativi a prodotti o servizi identici o affini.

Un codice di Vienna protegge il simbolo?

No. Il codice serve a classificare e cercare elementi figurativi; la tutela deriva dal marchio e dal suo perimetro giuridico.

Posso cercare un logo caricando un’immagine?

Sì, alcune banche dati offrono funzioni di ricerca visiva. È però opportuno integrare l’immagine con parole, codici Vienna, classi di Nizza, territori e controllo manuale dei risultati.

La ricerca deve includere loghi in classi diverse?

Quando prodotti o servizi possono essere affini o complementari, sì. Il numero della classe non risolve da solo il rischio di confusione.

Marchio figurativo e diritto d’autore sono la stessa tutela?

No. Possono coesistere, ma hanno presupposti, titolari, durata ed effetti differenti. La documentazione con il designer deve essere verificata separatamente.

Dal logo alla strategia di deposito

Il video dello Studio “Marchio e logo: differenze” chiarisce perché il simbolo grafico è solo una parte dell’identità aziendale. Sul sito è disponibile anche la relativa pagina video con trascrizione.

Per collegare la verifica figurativa al controllo delle anteriorità è utile l’approfondimento dello Studio su come utilizzare la banca dati UIBM per cercare un marchio. La guida di BrandRegistrato sul rischio di confusione tra marchi completa il quadro dopo l’individuazione dei risultati.

Prima di investire in packaging, insegne, e-commerce o campagne, è possibile richiedere una ricerca professionale di interferenza sul logo e una valutazione di registrabilità. Per impostarla servono il file grafico, i prodotti o servizi e i Paesi di interesse. Il risultato non promette l’assenza assoluta di contestazioni, ma consente di decidere con un quadro documentato prima del deposito.

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